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Pubblichiamo il manifesto per l'Europa che il Coordinatore del Popolo della Libertà, Sandro Bondi, ed il Presidente dei Deputati del Pdl al Parlamento europeo, Mario Mauro, hanno inviato a Ragionpolitica. Bondi e Mauro fanno un appello a tutte le forze politiche, in particolare ai giovani, "affinché prendano in mano in prima persona la bandiera di un’Europa unita sulla base dei valori della democrazia, della solidarietà, della libertà e del progresso".
Dopo la tragedia di due guerre mondiali e delle ideologie totalitarie, l’Europa unita è apparsa come l’unica soluzione in grado di assicurare la pace, la libertà e la prosperità dell’intero Continente, in quanto realizzazione dei traguardi più alti della cultura e della spiritualità sprigionata dalla storia europea.
L’Italia è stata protagonista di questo progetto.
Alcide De Gasperi a Altiero Spinelli, per citare due dei più importanti precursori dell’idea di un’Europa unita, hanno contribuito a porre le fondamenta della costruzione di una progressiva unità politica, economica e culturale fra i Paesi europei.
Non sempre l’Italia è stata coerente e conseguente con questa visione politica lungimirante dei leader che hanno sconfitto il fascismo e costruito l’edificio dell’Italia repubblicana, nonché posto le basi del progresso economico, sociale e democratico dal dopoguerra ad oggi.
Per molti anni, le classi politiche italiane hanno espresso una formale e retorica adesione all’idea dell’unità europea, mentre la prassi dei tanti governi che si sono alternati alla guida del Paese ha condotto all’accumulazione di un enorme debito pubblico e a un crescente divario fra la nostra economia e quelle più virtuose e dinamiche di altri Paesi europei.
Questo significa che l’Italia ha il dovere di compiere un risanamento dei propri conti pubblici e di realizzare riforme in grado di rendere più competitiva la propria economia, indipendentemente dalle richieste dell’Europa.
Anche se non avessimo il dovere di rispettare gli obblighi e gli impegni derivanti dalla nostra partecipazione all’unità europea, dovremmo ugualmente fare ciò che è necessario per ridurre il nostro debito pubblico, per assicurare d’ora in avanti la stabilità dei nostri bilanci e permettere lo sviluppo della nostra economia attraverso quelle riforme incisive e coraggiose che con uno stile sobrio e rigoroso ha indicato anche il nuovo presidente della Confindustria.
Se questo è vero, è altrettanto vero che le regole che l’Europa decide di assumere non possono derivare dalla volontà di una singola Nazione, per quanto importante essa sia o da trattative fra direttori formati da due o più governi, ma devono essere il frutto di decisioni collegiali, assunte dopo un reale confronto, fra Nazioni a cui si riconosce una pari dignità.
Nell’attuale situazione questo spirito deve essere recuperato, soprattutto in una situazione nella quale decisioni politiche non condivise possono condurre all’ulteriore peggioramento della crisi economica che avvolge l’intera Europa, con conseguenze sociali e politiche imprevedibili.
Per queste ragioni, riteniamo che il governo Monti debba svolgere un ruolo ancor più attivo e fermo nei consessi europei a favore di una rinegoziazione dei trattati che riguardano la riduzione dei disavanzi pubblici, compiendo un passo avanti più netto e consapevole verso l’unità politica del Continente.
E’ altrettanto necessario, inoltre, che, per evitare un ulteriore avvitamento della recessione, con la conseguenza di rendere impossibile il raggiungimento degli stessi obiettivi di bilancio prefissati, e per promuovere una crescita che è essenziale per procedere sia pur gradualmente all’abbattimento dei debiti accumulati nel passato, rivedere i compiti della Banca Centrale Europea e mutualizzare, nelle forme in cui sarà possibile, il debito degli Stati che aderiscono all’unione europea.
In sostanza, senza un passo deciso verso l’unità politica dell’Europa, verso il traguardo storico degli Stati Uniti d’Europa, un obiettivo ancora lontano ma per il quale vale la pena di impegnarsi, anche i sacrifici e gli sforzi che stiamo facendo, potrebbero essere inutili, e condurre al contrario ad una rinascita di nazionalismi e ideologie che storicamente hanno creato le condizioni di esiti tragici.
Per questo rivolgiamo un appello a tutte le forze politiche, in particolare ai giovani, affinché prendano in mano in prima persona la bandiera di un’Europa unita sulla base dei valori della democrazia, della solidarietà, della libertà e del progresso.
Fuori da una ripresa della volontà dei popoli, della forza della democrazia e di una politica nobilmente ispirata, non vi sarà alcuna soluzione stabile e definitiva alla crisi che stiamo attraversando, con il rischio davvero di ricreare le condizioni di nuove e inimmaginabili tragedie storiche.
Sen. Sandro Bondi, Coordinatore nazionale del Popolo della Libertà e on. Mario Mauro, Presidente dei Deputati del Pdl al Parlamento europeo
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