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Numero 482
del 22/06/2012
Sacconi alla Fornero: tuteli gli esodati PDF Stampa E-mail
! di Maurizio Sacconi
@ragionpolitica.it
  
mercoledì 20 giugno 2012

Pubblichiamo su Ragionpolitica.it la lettera che Il sen. Maurizio Sacconi ha inviato al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Elsa Fornero. 

Signora Ministro,  

quando, nel contesto di una emergenza rivelatasi poi consuetudine, il governo ha cancellato ogni transizione nel percorso già disegnato della riforma previdenziale, abbiamo scritto su «il corriere» di «numeri e persone». Viviamo un tempo nel quale dobbiamo certamente far di conto per quel bene pubblico primario che è la stabilità, ma dobbiamo anche simulare ogni decisione sulle persone in modo da conciliare, quanto più possibile, la sostenibilità finanziaria con la sostenibilità sociale. Operazione non facile, che impegna il buon riformismo a cercare con pazienza ed ascolto soluzioni possibili. Tanto più che, oltre una certa soglia di rigore, da un lato l’instabilità risulta indifferente perché connessa all’insufficienza dei meccanismi europei e, dall’altro, la depressione sociale alimenta il circolo vizioso della recessione economica e dello squilibrio finanziario. D’altronde, l’azzeramento senza uguali di ogni gradualità nel cambiamento dei requisiti di accesso e calcolo della pensione, si giustificò implicitamente anche con il disegno – in linea teorica condivisibile – di modificare la composizione della spesa sociale, spostando risorse dalla previdenza alla protezione sociale. Operazione in corso di realizzazione con la riforma degli ammortizzatori sociali che tuttavia, nel tempo della grande crisi, sottrae a molti non solo la pensione, ma anche l’ indennità di mobilità.

Ora il nodo degli «esodati» rivela il più ampio problema di una significativa area di persone – calcolabili tra 500 e 700 mila in base alla serie dei pensionamenti di anzianità – a rischio di povertà, perché potrebbero rimanere privi di salario, sussidio, pensione nei prossimi anni. Penso in particolare a donne oggi ultracinquantenni, cui è stata improvvisamente innalzata l’età di pensione di cinque anni con l’esito di un differenziale di ben dieci anni rispetto al più generoso sistema previdenziale tedesco. Sono in generale quelli delle transizioni cancellate che affrontano la perdita del lavoro.

Per questa ragione Le chiediamo non solo una soluzione contingente per coloro che in buona fede e sulla base della regolazione previdenziale al tempo vigente, hanno accettato di uscire dal rapporto di lavoro in termini volontari, ma una più generale correzione della riforma senza metterne in discussione la sostenibilità finanziaria. Le ipotizzo il contenuto di un nostro prossimo disegno di legge dedicato ad introdurre forme di flessibilità previdenziale onerosa nei percorsi lavorativi. Mi riferisco in particolare a tre ipotesi: 1) una disciplina più equa delle totalizzazioni contributive e dei versamenti volontari, utilizzando anche il TFR; 2) una regolazione del riscatto dei periodi di laurea che lo consenta variabile oltre una determinata soglia; 3) la estensione – per arco temporale e soggetti – della possibilità di pensionamento anticipato a determinati requisiti e sulla base del meno conveniente calcolo contributivo.

Signora Ministro, provveda quindi a salvaguardare gli esodati sulla base di accordi collettivi e, sottolineo, individuali, ma consideri anche il tema più generale che le abbiamo proposto. Correggere sè stessi ed adattare i propri convincimenti alla realtà è solo segno di saggezza.

Fonte www.mauriziosacconi.it  

 




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