Considerato il momento particolare di crisi che l’Italia sta vivendo, con in più il centrodestra in forte affanno, è importante sapere che - come affermava Milton Friedman - la politica segue sempre l’orientamento popolare che a sua volta è influenzato dalla cultura (cfr.1 p. 288). Ciò detto, siccome la cultura dominante che abbiamo in Italia sappiamo bene essere di sinistra-sinistra, ecco che sembrerebbe non esserci scampo.
Fortunatamente Ronald Reagan ci ha indicato la ricetta da applicare per uscire da questo cul de sac e fu proprio attenendosi a questa che venne eletto per due volte Presidente degli Usa e poté attuare la famosa Reaganomics, cara anche al Presidente Berlusconi, che in definitiva consiste in meno tasse per tutti e meno Stato e più mercato. Reaganomics che consentì non solo all’economia ed all’occupazione statunitense di crescere alla grande ma pure di far aumentare le entrate dello Stato, come anche la famosa curva di Laffer insegna.
Per attuare quanto sopra però Reagan, per tempo, aveva fatto comprendere ai cittadini che ciò che lui proponeva era la via giusta da seguire per risolvere i problemi del Paese, attraverso una capillare e massiccia opera d’informazione e persuasione, attuata tramite: fondazioni, case editrici, associazioni, think tank, media, ecc. - tutti di estrazione liberale e conservatrice - come il Cato Institute e l’Heritage Foundation, che ebbero un ruolo centrale nella presidenza Reagan (che mise sempre al centro del dibattito economico l’uomo) nel promuovere appunto la libera impresa, il mercato e la difesa della Nazione (cfr. 2; 3 p. 22).
Quindi se si vuole che in Italia si attuino quelle riforme di cui abbiamo bisogno non si ha che da seguire la via tracciata da Reagan ed usare le Tv, case editrici, giornali, internet, per dare voce a tutti coloro che non sono di sinistra e magari hanno posizioni politicamente scorrette, sia del presente sia del passato, in modo che il grande pubblico possa conoscere posizioni e pensieri diversi alternativi a quelli della sinistra.
Inoltre, si dovrebbe pure dare vita – con capitali privati - a fondazioni, associazioni, think tank, ecc., di qualità, liberisti, che facciano capire ai cittadini e soprattutto alle classi meno abbienti, che la ricetta proposta dal centrodestra, mutuata dalla Reaganomics, conviene a tutti e soprattutto a loro. A questo punto risulta chiaro ed evidente che se i partiti del centrodestra vogliono tornare a vincere e governare - nonché a far sì che i loro eletti non siano più considerati dalla sinistra come degli impresentabili (sic), copyright Lucia Annunziata, e/o, con i loro elettori, dei disonesti e/o ipodotati e pure da indagare a prescindere. Il centrodestra per vincere queste grandi sfide per il nostro Paese attuando riforme liberali e liberiste ed effettuando il cambiamento della Costituzione in senso presidenzialista, non ha che da seguire la strategia di Reagan.
Così facendo riconsegnerebbe alla politica il suo primato. Politica che finalmente «rendendo possibile ciò che è necessario» (Richelieu dixit) – sconfiggerebbe, la pericolosa antipolitica, che produce solamente un forte astensionismo e un elevato voto di protesta fine a sé stesso. Una politica con la P maiuscola che porrebbe fine sia alla condizione di minorità in cui versa l’Italia nel contesto europeo e nel consesso internazionale, sia al disequilibrio fra poteri e istituzioni dello Stato.
Bibliografia:
(1) Milton & Rose Friedman: “Liberi di scegliere” Ed. Teadue 1994
(2) Francesco Chiamulera: “Candidato Reagan. L’alba di un’epoca americana” Ed. Aragno 2013
(3) Carlo Lottieri: “Così Reagan conquistò il cervello degli Usa e fece vincere la libertà” Il Giornale 28/04/2013
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