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Chi produce «convertiplani» efficienti ed affidabili? L'americana Osprey che iniziò a sviluppare l'idea diversi anni fa e l'Agusta-Westland del gruppo Finmeccanica che offre, fra l'altro, un prodotto economicamente più interessante.
Chi realizza le artiglierie più avanzate sia dal punto di vista della cadenza di tiro che della precisione nel colpire il bersaglio? La OTO del gruppo Finmeccanica, la quale è riuscita ad installare i suoi calibri 76 e 127 sulle navi di una dozzina di marine di grande tradizione e meritato prestigio.
Chi è oggi in grado di offrire elicotteri di «quarta generazione»? NHI Industries, controllata da Eurocopter a sua volta controllata da Agusta-Westland del gruppo Finmeccanica.
Chi produce oggi gli addestratori avanzati M346 adottati da un cliente esigentissimo come l'aeronautica israeliana?
L'Alenia-Aermacchi del gruppo Finmeccanica, che produce inoltre il G222, ovvero l'aereo da trasporto tattico più versatile al mondo, nonché componenti significative della cellula dell'Eurofighter.
Chi offre a costi veramente concorrenziali gli equipaggiamenti elettronici più moderni installati sulle unità navali di medie dimensioni?
Selex ES del gruppo Finmeccanica, la quale realizza sistemi di sorveglianza, di condotta del tiro e di gestione del combattimento in grado di ben figurare in qualsiasi confronto.
E questo elenco di eccellenze tecnologiche potrebbe continuare per parecchie pagine, ma non interessa in questa occasione essere esaustivi quanto più dare con pochi flash un'idea del valore e delle dimensioni di un gruppo in cui lavorano oltre 70.000 persone fra cui si contano 20.000 ingegneri laureati e 30.000 tecnici diplomati di altissima qualificazione.
Ora è chiaro che i prodotti di questo gruppo, implementati dalle tecnologie più aggiornate e complesse, non possono avere dei costi unitari tali da poter essere assorbiti dal solo mercato interno: le spese per investimento del Ministero della Difesa superano di poco i due miliardi di euro all'anno che possono eventualmente avvicinarsi ai tre con il concorso dei contributi del Ministero per lo Sviluppo Economico.
Quindi se si vogliono mantenere i livelli occupazionali di cui sopra, notevoli per numero e qualità, è assolutamente indispensabile esportare una parte robusta della produzione, mantenendo fra l'altro viva un'area significativa dell'eccellenza tecnologica con ricadute benefiche per l'intero sistema-paese e assicurando alle forze armate nazionali equipaggiamenti qualitativamente uguali (se non migliori) a quelli dei paesi alleati.
Ma il mercato globale, soprattutto in certuni settori ove il cliente è un soggetto pubblico, è governato da regole spietate o, meglio, non è proprio governato: nessun codice etico condiviso.
E questo vale sia per i potenziali clienti, solitamente rappresentati da paesi emergenti che hanno adottato un particolare «turbocapitalismo», sia per i concorrenti (Federazione Russa, USA, Francia, Regno Unito, Germania) che si muovono in questo settore con una disinvoltura che nulla ha da invidiare alla pirateria storica; disinvoltura generalmente approvata e condivisa dalle rispettive opinioni pubbliche e supportata dall'intero sistema paese.
In una giungla del genere sarebbe doveroso apprezzare che un gruppo come Finmeccanica si muova sempre cercando di rispettare certe regole formali, dovendo per di più scontare l'attitudine di una opinione pubblica fortemente antagonista e un sistema paese indifferente se non apertamente ostile.
Per questo l'ostinazione a scovare necessariamente aspetti criminali nel ricorso a soggetti «intermediari» quando la prassi è diffusa e generalizzata in questo tipo di mercato sembra francamente eccessivo e fuori luogo.
Voler moralizzare il mondo in qualità di eroi solitari e intransigenti al prezzo della propria stessa sopravvivenza non è un comportamento specchiato né eroico, bensì improntato all'autolesionismo ipermasochista. Come minimo.
Un comportamento ed una attitudine che costituiscono inoltre un grosso, colossale problema per il nostro sistema: ed è veramente curioso e singolare il fatto che i partigiani più inflessibili di questo giacobinismo etico internazionale siano tutti ammiratori entusiasti, per altro verso, del Macchiavelli, là dove egli dice che «i regni non si governano coi paternoster». Motto visto come esempio di conquistata moderna laicità... E' amaramente lecito supporre, pertanto, che a fianco ai soliti insopportabili ed estenuanti benpensanti dell'ultima ora, i quali al solo sentir menzione di «fondi neri», anche quando si parla di caffettiere, inorridiscono e corrono ad abbracciare la costituzione nell'edizione commentata da Zagrebelsky, nel caso specifico taluni soggetti abbiano considerato come assolutamente prioritario accreditare sotto elezioni il sospetto che una parte delle mediazioni di Finmeccanica sia rifluita in Italia a favore della Lega. Anche a costo di dissestare il comparto manifatturiero più importante ed avanzato del Paese.
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